L’importante testimonianza di Pippo Callipo

100 domande per Pippo è un momento di confronto che il cavalier Pippo Callipo offre ai giovani studenti di molti istituti calabresi in occasione del centenario della sua azienda. Oggi 8 aprile ha voluto incontrare gli allievi dell’Istituto R Piria di Rosarno, durante un seminario, moderato da Anna Laura Orrico, dal titolo esemplificativo “Fare impresa: una storia di valori. Incontro e dialogo”.

Apre il dibattito, il dirigente mariarosaria Russo che ha fortemente voluto questo incontro e che ha definito Pippo Callipo ” imprenditore scevro da ogni compromesso”. Ha quindi ripercorso la carriera e i successi di un uomo che rappresenta la quarta generazione della famiglia Callipo, sempre fedele al territorio calabrese. Proprio da questo concetto di continuità, ha ripreso il suo discorso l’imprenditore, nominato Cavaliere del Lavoro nel 2005 dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. La sua azienda è nata il 14 gennaio 1913 e da allora ha vissuto un’esperienza di continua crescita e sviluppo, ben sintetizzata in una frase che lo stesso Pippo Callipo ha voluto riportare in un video presentato ai ragazzi:” Si comincia con una intuizione che i sogni delle altre generazioni portano avanti. Così nasce una storia centenaria”.

Certo fare impresa in Calabria è difficile perché non ci sono maestranze specializzate, la burocrazia, definita dallo stesso Pippo ” mafia della penna”, spesso ostacola con la sua lentezza le esigenze del mondo imprenditoriale. Tuttavia, ed è questo il messaggio che il cavaliere ha fondamentalmente espresso rispondendo alle numerose domande poste dagli studenti, se un uomo lavora con passione ed onestà, sempre rispettoso del prossimo e delle regole sociali, riesce comunque a realizzare i suoi progetti. Lo può testimoniare lui stesso che, partendo dalla lavorazione del tonno, è riuscito ad allargare la sua attività anche al campo della gelateria, con la distribuzione del famoso tartufo di Pizzo, e al mondo dello sport, con una squadra di pallavolo sponsorizzata appunto dalla Callipo.

” Straordinaria testimonianza di una nuova speranza” ha definito l’incontro il Dirigente Mariarosaria Russo, orgogliosa di avere ospitato il rappresentante di una Calabria positiva ed attiva, la cui presenza è fondamentale per il vero cambiamento sociale e culturale di cui la nostra regione ha così tanto bisogno.

 

Il Liceo “R.Piria” ottiene un grande successo al torneo “Genio delle Superiori”

Indetta dall’Associazione culturale Onlus KALABRIA 2001, ha preso il via la TERZA EDIZIONE del TORNEO “IL GENIO QUIZ GAME – I GIOCHI DELLA MENTE”, iniziativa educativa e formativa dedicata agli studenti dell’A.S. 2012/2013, patrocinata dall’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria. Un’emozionante quanto prestigiosa sfida all’ultima domanda, ISTITUTO contro ISTITUTO, fino alla conquista del trofeo “IL GENIO SCUOLE SUPERIORI”.

L’iniziativa è promossa al fine di stimolare gli studenti ad impegnarsi e migliorare il proprio rendimento scolastico attraverso il coinvolgimento e la sana competizione che questo gioco a quiz multimediale e interattivo riesce ad offrire; pertanto il progetto ha una doppia valenza, sia in termini di preparazione didattica che di aggregazione sociale.

Avvalendosi di avanzate tecnologie multimediali, il sistema consiste in un gioco a quiz con domande a risposta multipla (A,B,C,D,E).

I giocatori, raggruppati in più squadre, devono rispondere alle domande proiettate su schermo, utilizzando un telecomando multimediale in tecnologia wireless (senza fili).

I partecipanti, durante la partita, hanno vissuto così la divertente emozione della sfida conoscendo in tempo reale il punteggio ottenuto per ogni domanda grazie alle classifiche (parziali e generali) visibili sullo schermo.

Il torneo si è svolto in un’unica giornata e precisamente Venerdì 5 APRILE 2013 presso l’Aula

Magna della FACOLTA’ DI INGEGNERIA (RC) – Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria, con le modalità appresso specificate.

Ogni ISTITUTO SUPERIORE della Provincia di Reggio Calabria ha potuto partecipare al TORNEO con una rappresentanza dei propri studenti.

Le squadre rappresentanti erano composte da un minimo di 3 ad un massimo di 5 elementi ciascuna, e non dovevano necessariamente essere formate da studenti della stessa classe. La loro composizione è stata curata dai docenti accompagnatori.

L’Istututo “R.Piria” di Rosarno ha partecipato con ben 4 squadre di alunni delle diverse classi, attentamente coordinati dalle professoresse Cetty Pollidori, Ivana Malara, Maria Antonietta Crucitti e Vera Violi.

Numerosa e consistente anche la partecipazioni degli altri Istituti della provincia reggina.

Il torneo si è svolto in due fasi sostanziali: la fase ELIMINATORIA e la FINALE.

Nella fase ELIMINATORIA sono stati disputati diversi rounds fino ad eleggere le squadre finaliste.

Ogni round eliminatorio, della durata di circa 40 minuti, era composto da 30 domande.

Al termine di ogni gara ELIMINATORIA il software IL GENIO evidenziava la classifica finale di round che permetteva di identificare le squadre che superavano il turno e quelle eliminate.

Alla fase finale, hanno preso parte esclusivamente le squadre qualificate precedentemente.

Durante la fase FINALE le squadre qualificate, tra cui quelle del Liceo “R.Piria”, hanno profuso un grande impegno, sempre nel rispetto della sana competizione, alternando anche allegri riti di incitamento.

L’atmosfera, carica di allegria, ha raggiunto la massima tensione emotiva al momento della rivelazione della squadra vincente.

E’ stata dura, ma il Liceo “R.Piria” è riuscito a classificarsi al secondo posto!

Grande la soddisfazione di studenti e professori.

“Una bellissima esperienza” è stato il comune commento al termine di una giornata intensa e fortemente partecipativa.

 

IL LICEO “R. PIRIA” DI ROSARNO ALLA SCOPERTA DELLA VIA ANNIA POPILIA

“Non è possibile costruire, se prima non si provvede alla costruzione dell’identità”.

Con queste parole il pedagogista Howard Gadner ribadiva l’importanza della conoscenza del passato, per una progettazione del futuro che fosse più consapevole delle origini della propria identità culturale e ne costituisse, quindi, uno sviluppo più coerente.

Nel corso dei lavori relativi alle diverse fasi del progetto di studio dell’antica strada romana, nota come via Annia Popilia, questa chiave di lettura, riguardante il rapporto tra storia, conoscenza e civiltà, è divenuta fondamentale per comprendere che gli antichi ruderi, di cui è ricca la nostra terra, non restano solo come “presenze antiche che invecchiano con le nuove”, ma, adeguatamente interrogate, diventano funzionali al momento della conoscenza e quindi ad una più matura elaborazione della propria identità culturale.

Interrogare queste presenze, rilevarle, studiarle e catalogarle è dunque un’attività intesa come fondamentale all’interno del progetto “Viaggio attraverso le strade dell’antichità: la via Annia Popilia” cui L’Istituto “R.Piria” di Rosarno ha inteso subito offrire la propria collaborazione insieme ad altri Istituti della provincia reggina.

Questa è infatti la chiave di lettura dell’intervento programmato nel corso degli incontri tra i referenti del progetto, avvenuti a più riprese, per valutare lo stato di avanzamento delle procedure attuative e pianificare quindi i successivi momenti di ricerca e valorizzazione dei dati conseguiti.

Il tratto calabrese della via Annia-Popilia ha uno sviluppo lineare di circa 300 km e attraversa, da sud a nord, tutte le province, ad esclusione di quella di Crotone.

Il tracciato, a causa della costruzione di nuove strade e del processo di urbanizzazione, ha subito, nei secoli, pesanti rimaneggiamenti. Sono, tuttavia, ancora numerosi i tratti in cui esso è chiaramente “leggibile” e si presta, per questo motivo, ad essere studiato e valorizzato.

In provincia di Reggio Calabria si segnalano, al fine del presente progetto, i seguenti tratti che rappresentano una significativa testimonianza della via consolare e delle conoscenze tecniche e geografiche degli antichi romani:

– il primo segmento che va dalla fiumara Gallico alla fiumara di Catona

– il secondo segmento che va da Melia di Scilla a Solano, passando dalle grotte di Tremusa e dal passo di Tremusa

– il terzo segmento che va da Croce di Taverna a Seminara

– il quarto segmento che va da Drosi verso Rosarno.

Lo studio degli aspetti paesaggistici e antropologici di quest’ultimo tratto del territorio individuato è di competenza degli allievi del Liceo “R.Piria”di Rosarno.

La nostra scuola, del resto, ha già partecipato all’escursione di studio realizzata nel 2010 lungo il tratto che va da Croce a Taverna, rilevando come il tracciato è in alcuni punti impraticabile, a causa della vegetazione spontanea o di ostacoli creati dall’uomo.

Si è provveduto adesso ad indagare e rilevare le tracce storiche di questa via nel tratto Drosi-Medma per completare l’attività di studio che, si spera, possa restituire attualità alla via Annia-Popilia e renderla funzionale al recupero e allo sviluppo delle aree da essa attraversate.

I ragazzi del Liceo scientifico “R. Piria” di Rosarno, coordinati dalla professoressa Ivana Malara e i ragazzi dell’ Istituto Magistrale “Rechichi” di Polisena, coordinati dalla professoressa Rosanna Giovinazzo, hanno ripercorso così l’antico segmento Drosi-Medma con l’intento di conoscere in loco il patrimonio storico calabrese. Nella giornata del 20 marzo 2013, si è tenuta l’escursione che ha permesso di prendere coscienza delle precarie condizioni in cui si trova tale arteria stradale che in alcuni punti si è rivelata del tutto impraticabile a causa degli interventi umani o della vegetazione spontanea. Inizialmente con la guida dell’arch. Vincenzo Spanò, che ha coordinato l’escursione, i ragazzi hanno avuto la possibilità di ammirare “la fonte della Petrara”, punto strategico raggiunto dalle donne per soddisfare le esigenze quotidiane, e la contrada “Olmolungo” in condizioni di totale degrado, per poi visitare il tratto denominato “la Drosiana”, all’altezza del XII stradone bis, presso il bosco di Rosarno che mantiene inalterato il percorso originale. Quindi si è arrivati alla necropoli di Medma in contrada “Testa dell’acqua” che conserva ancora frammenti di antiche sepolture greche e i primi ruderi della cittadina. Tale esperienza ha permesso di acquisire maggiore consapevolezza circa lo spessore culturale e l’importanza storica dei nostri luoghi e ci ha reso maggiormente consapevoli degli obiettivi che l’intero progetto “Via Popilia” si pone: conoscere il passato per rivalutare il presente. Siamo sempre più convinti della necessità di sollecitare gli Enti competenti per una maggiore manutenzione di questo antico tratto stradale e per un’adeguata diffusione di tutti quegli elementi di conoscenza che possano esaltare la ricchezza storico-culturale del nostro territorio rosarnese. Importante, ai fini della valorizzazione dell’arteria, potrebbe rivelarsi lo studio e la progettazione di una segnaletica specifica di tipo storico-escursiniostico da sistemare (a cura degli Enti preposti) nei punti significativi del tracciato.

Concluso il progetto, infine, sarebbe opportuno sollecitare l’intervento della Sovrintendenza ai beni culturali al fine di creare un vincolo storico e paesaggistico sui tratti significativi del percorso.

 

21 marzo: Reggio Calabria celebra la giornata della legalità

Il Liceo “R.Piria” era presente con una folta delegazione.

Favorire il dialogo tra i cittadini e tutte le realtà che compongono il mondo della Giustizia è stato il principio ispiratore della “Giornata della legalità e dei diritti” celebratasi sabato 23 marzo presso le aule del Palazzo CEDIR a Reggio Calabria. Un vero e proprio esercizio di democrazia e partecipazione attiva, rivolto soprattutto ai giovani per infondere loro la cultura della legalità, avvicinarli al variegato mondo degli operatori di giustizia e favorire una riflessione condivisa sul valore dei diritti e dei doveri, sulla responsabilità che deriva dai loro pensieri e comportamenti individuali.

I giovani di tutte le scuole hanno così visitato le aule di giustizia delle Torri 2 e 3, appositamente allestite per accogliere diverse attività orientate anche in base al grado scolastico di appartenenza degli studenti. Di particolare rilievo lo spazio seminariale dedicato alla discussione sulle leggi e la tutela dei diritti delle donne, l’approfondimento sui temi della detenzione, con la proiezione di interessanti video sul carcere e sul disagio, l’incontro con i magistrati della DDA di Reggio Calabria, aperto a tutte le curiosità e richieste che potessero nascere da parte dei giovani presenti, e, non ultimo in ordine di importanza, il dibattito, svoltosi in aula 3 sul tema “Coraggio e linguaggio”, orientato verso un pubblico adulto e gestito da tutte le associazioni antimafia più attive sul territorio.

In rappresentanza dell’Osservatorio sulla ndrangheta, Claudio La Camera ha parlato su come informazione e linguaggio possano alimentare la diffusione della cultura mafiosa. L’Archivio stop ndrangheta.it, nelle persone di Francesca Chirico e Cristina Riso hanno curato un momento di approfondimento sul tema del coraggio nelle aule giudiziarie. L’Associazione Libera, con i suoi operatori Francesco Spanò, Enza Rando e Domenico Nasone, hanno illustrato lo sportello SOS giustizia ed hanno fornito informazioni sulle leggi in favore delle vittime di mafia. Di grande suggestione a tal punto è stata la testimonianza di Tiberio Bentivoglio, imprenditore reggino che ha avuto il coraggio di dire no al pizzo, subendo per questo ben sette attentati dal 1992 ad oggi, trovandosi costretto a sacrificare la tranquillità della vita quotidiana di tutta la sua famiglia. Ciononostante è fiero del suo gesto e pronto a condividere la sua testimonianza per far comprendere l’importanza del distacco dalle influenze mafiose e soprattutto il rifiuto di ogni compromesso. “Per essere veramente civili bisogna essere innanzitutto responsabili.” Ha dichiarato, infatti, Tiberio con grande forza di convinzione. Parole subito condivise dalla dirigente del Liceo “R.Piria” di Rosarno, prof.ssa Mariarosaria Russo, presente alla manifestazione come coordinatrice nazionale dell’Associazione Riferimenti per il reparto Scuola. Subito dopo aver ringraziato Tiberio Bentivoglio per il grande contributo offerto alla discussione con la sua testimonianza ed invitandolo pubblicamente a ripetere le sue forti parole nei locali della sua scuola, ha manifestato il suo plauso a questa iniziativa che permette di condividere con gli altri relatori l’obiettivo comune che questa battaglia di legalità non abbia colori politici. Ricordando quindi i motivi per cui nasce il progetto “Gerbera gialla”, fortemente voluto dal presidente dell’Associazione, Adriana Musella, ha ribadito l’importanza della memoria come forma di impegno sociale nel momento in cui essa diventa patrimonio comune e comune testimonianza di come si possa scegliere di vivere nella legalità. Anche come dirigente scolastico lei si pone innanzitutto l’obiettivo di abbattere ogni forma di pregiudizio, perché non esistono giovani predestinati alla mafia solo perché appartenenti a famiglie coinvolte. Ognuno deve rispondere delle proprie azioni. “Noi abbiamo visto i risultati. Nel 2009, Roberta Bellocco è stata insignita del premio legalità”. Ed ancora: “E’ importante che tutti insieme, scuole ed associazioni, si faccia rete e si faccia emergere il volto buono della Calabria!”

Un’altra testimonianza forte, dunque,quella di Mariarosaria Russo da anni impegnata in Percorsi di Legalità che mettono a confronto i suoi allievi con tutte le più importanti figure della magistratura calabrese. Insieme a Tiberio Bentivoglio, le voci più incisive del dibattito, che, grazie all’iniziativa di Libera, Archivio Stop ndrangheta.it, Reggio non tace, Civitas e Riferimenti, ha consentito ai giovani di tutte le scuole di sperimentare la giustizia come fucina di idee, come partecipazione e condivisione di una nuova democrazia culturale che deve porsi all’origine del cambiamento, quale nuovo strumento di coesione sociale.

 

 

Sito Ufficiale