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Docenti e alunni dell’IIS “R.Piria” esprimono solidarietà e stima alla Preside Mariarosaria Russo

Si pubblica il testo integrale dell’attestazione di solidarietà espressa da tutti i docenti e alunni dell’IIS Piria di Rosarno e Laureana di Borrello, letta pubblicamente durante l’incontro del 19 gennaio:

E’ un onore per me porgere, a nome di tutti gli studenti e docenti di questa scuola, un ringraziamento sincero alla nostra Preside, Mariarosaria Russo, che da più di dieci anni ormai coordina e dirige le nostre azioni con entusiasmo, partecipazione, speranza e soprattutto con il suo motto “sorridere sempre” divenuto per molti quasi un mantra. Come una compagna di viaggio, ha svolto insieme a noi un’azione profondamente radicata sul territorio ed aperta alla comunità in un libero e reciproco scambio di collaborazione.

Non è stato, non è tuttora facile per lei stare a contatto con una realtà che spesso si misura col disagio, col disvalore di una società attanagliata dall’illegalità e dalla sopraffazione e nonostante tutto andare oltre la fragilità e la precarietà dei risultati di volta in volta conseguiti con nuove battaglie, nuovi progetti, nuove speranze per scoprire e valorizzare la ricchezza professionale ed interiore di ciascuno di noi, docenti e allievi. Il risultato è stato una politica scolastica ed una scuola dell’eguaglianza ma anche del merito, affinché a tutti siano date le stesse possibilità, senza discriminazioni, così come i mezzi per emergere e valorizzare i propri talenti.

Una scuola che ha fatto crescere e maturare una coscienza civile rinnovata e una cittadinanza responsabile di cui abbiamo estremo bisogno. Impossibile non ricordare in questa sede le numerose occasioni di scambio di culture ed esperienze offerte a noi allievi con i viaggi studio a Dublino, Malta, Bruxelles prima e adesso in tutta Europa con i progetti Erasmus. Indimenticabili poi i musical e le attività teatrali che hanno portato alcuni studenti ad esibirsi persino al Giffoni film festival. Ancora le diverse ed articolate esperienze di alternanza scuola- lavoro che ci hanno permesso di conoscere alcune realtà lavorative molto interessanti. Infine il percorso di legalità che accompagna la nostra crescita dal 2007 e che ha permesso a noi giovani di conoscere eccellenti protagonisti della giustizia e ha infuso nel nostro animo un nuovo desiderio di rivalsa sociale, seguendo le direttive del giusto e dell’onesto.

Noi studenti la ringraziamo preside per il suo fondamentale contributo alla nostra crescita e formazione, ma anche i docenti possono rivendicare di aver vissuto insieme a lei un percorso di evoluzione professionale e umana, un cammino di corresponsabilità per condividere gli obiettivi educativi e formativi e la realizzazione di una società della conoscenza e della convivenza, improntata a nuovi e profondi valori morali. Un lavoro di team, nutrito di confronto e collaborazione, che ha generato un clima di fiducia, rispetto e ammirazione nei suoi confronti, difficilmente incrinabile da qualche difficoltà o equivoco che talvolta può emergere.

Lei preside ci saluta spesso dicendo “La preside vi ama”. Adesso è il momento di dirle, da parte di tutti noi docenti e alunni, che anche noi la amiamo e la riconosciamo come guida fondamentale, come faro di orientamento di questo istituto scolastico. Non mollare Mariarosaria Russo, non mollare mai!

 

Alunni e docenti dell’IIS “R.Piria” di Rosarno e Laureana di Borrello

L’ultima lezione di Mariarosaria Russo

Oltre duemila persone tra studenti, docenti, dirigenti scolastici, sindaci, giornalisti, attivisti del mondo culturale e associazionistico, si sono radunati ieri, mercoledì 17 gennaio, presso l’Auditorium del liceo scientifico “R.Piria” di Rosarno, per assistere a quella che la stessa Preside Mariarosaria Russo ha definito “la mia ultima lezione”. Ultima, perché ha deciso di andare via da Rosarno alla scadenza del suo mandato, il 31 agosto 2019, ma “con effetto immediato- ha dichiarato con fermezza- dismetto ogni ulteriore impegno istituzionale, compresa la gestione dei beni confiscati alla mafia e che erano stati assegnati alla mia scuola, con conseguente delibera all’unanimità del Collegio docenti”. I beni dunque verranno restituiti alla Procura di Reggio Calabria e al Prefetto, ma la Preside Russo vuole spiegare le ragioni profonde della sua decisione e della sua intima amarezza. Lo deve ai suoi docenti e ai suoi studenti che hanno creduto in lei, accompagnandola nell’avventura della sua dirigenza in diversi istituti e per ormai diversi anni, combattendo insieme a lei per avviare un sincero percorso di legalità e cittadinanza attiva contro l’ingiustizia, la violenza e la sopraffazione.

Poiché ha attuato una vera lotta alla mafia, fatta di gesti concreti e non solo di parole, la Russo subisce adesso un chiaro tentativo di delegittimazione da parte di chi vuole ancora dominare con la violenza e il ricatto, “gli uomini delle tenebre” come lei stessa ebbe modo di definirli quando, a sostegno della famiglia Pioli, ha sostenuto una campagna di sensibilizzazione per la restituzione del corpo di Fabrizio che alla fine è stato ritrovato in un terreno confiscato dallo Stato sin dal 1991 e che poi è stato affidato per la gestione a finalità sociale proprio al Piria di Rosarno.

Da qui, tante difficoltà di natura burocratica, ma soprattutto una serie di attacchi alla dignità della sua persona che veniva erroneamente presentata come vicina alla cosca Piromalli per parentela. Fu addirittura dichiarato che lei era la nipote del boss Piromalli senza che questa affermazione avesse alcuna corrispondenza con la realtà. Quando inoltre la Russo è stata nominata reggente dell’Istituto alberghiero “Persefone” di Locri, ha dovuto riscontrare la non idoneità dei locali in cui la scuola risiedeva da più di trenta anni e per i quali la Provincia pagava ai privati un canone annuo di 30.000 euro. Adesso l’istituto risiede in locali molto più appropriati, ma lei subisce da allora continui attacchi che si articolano tra lettere minatorie e false accuse all’onestà della sua famiglia. Ultimo episodio, ma non in ordine di importanza, di questo estenuante processo di contrasto alle sue azioni: “apprendo solo dalla stampa il 18 dicembre scorso di essere indagata per abuso d’ufficio” per aver acquistato nella funzione di Reggente del Liceo scientifico di Roccella dei libri che raccontano la vicenda di Gennaro Musella, nel momento in cui, secondo l’accusa, io ero vicepresidente o coordinatrice dell’associazione Riferimenti, presieduta da Adriana Musella. “Ma io ho già potuto contestare che all’epoca dell’acquisto non ricoprivo nessuna delle cariche a me attribuite”.

E’ un fiume in piena la Preside Russo. Con documenti, video e canzoni personalmente reinterpretate nei testi, vuole riscattare la dignità e l’onestà della sua figura, lei che, in occasione del conferimento del premio Gerbera gialla, nel 2012, dal palco del teatro Cilea di Reggio Calabria aveva gridato “Io non ho paura del cambiamento. Non abbiate paura neanche voi!”. Adesso si trova invece a constatare la necessità di modificare le sue priorità e i suoi interessi: “Intendo dedicarmi ai detenuti, facendo loro leggere libri e offrendo cultura, perché se alcuni processi si basano sul nulla, potrebbero esserci innocenti nelle nostre case circondariali.”

Docenti e studenti restano attoniti difronte alla drammaticità di tali annunci. Loro conoscono la forza e la determinazione di Mariella Russo e temono di perdere la sua azione di orientamento e guida. Tantissime dunque le attestazioni di stima e solidarietà. Lettere, poesie, abbracci, applausi calorosi e scroscianti hanno sancito il ritmo della manifestazione. Per tutti resta una sola certezza, siglata da una frase con cui si apriva un video proiettato quasi all’inizio dell’incontro. “Nella guerra tra i potenti e i deboli vince la verità che nutre i sogni”.

Alcuni momenti particolari

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Piera Aiello al liceo “R.Piria” di Rosarno

“Io non ho accettato di vivere in un paese di vedove e orfani”. Così Piera Aiello, prima testimone di giustizia in Italia, manifesta il suo fermo rifiuto a quella mafia che già ebbe modo di definire “Maledetta” in un libro scritto qualche anno fa, insieme con il giornalista Umberto Lucentini e con una postfazione di don Luigi Ciotti, per le edizioni San Paolo.

Si presenta con grande semplicità alla platea di studenti, associazioni e autorità civili e militari tracui il Generale Vincenzo Amendola, il Capitano Gabriele Lombardo e il primo Commissario Eugenio Aloia, riuniti presso l’auditorium del Liceo “R. Piria” di Rosarno, una scuola che da tempo ha avviato un serio ed articolato percorso di legalità da quando, nel 2007, l’attuale Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, aveva incontrato gli studenti rosarnesi.

“Un percorso- ha ricordato la dirigente Mariarosaria Russo- che ha visto succedersi numerosi incontri e collaborazioni con magistrati del calibro di  Pignatone Pristipino, De Raho,Paci,Lombardo, Musolino, Creazzo, Sferlazza. Questa è la prima scuola in Italia che ha elaborato progetti formativi per i figli di testimoni e collaboratori di giustizia ed una delle poche che gestiscono beni confiscati alla mafia”. Lo ribadisce con forza la Preside del Piria di Rosarno, orgogliosa di essere per i suoi discenti motore di un percorso di maturazione e realizzazione di una giustizia attiva ed ancora orgogliosa di ospitare Piera Aiello, una donna la cui vita dimostra come una persona completamente estranea a Cosa Nostra possa ritrovarsi invischiata in meccanismi di cui fatica a rendersi conto.

E’ proprio Piera a raccontare la sua storia con parole semplici, anzi evidenziando quella semplicità, quasi ingenuità, che caratterizzava la sua vita di adolescente a Partanna, nel trapanese, dove viveva con la sua famiglia.

Piera è una ragazzina come tante, che viene corteggiata con insistenza da un bel ragazzo che sembra proprio innamorato e che appartiene a una “buona famiglia”, molto rispettata in paese. Ma Piera e i suoi genitori non conoscono i veri motivi di questo rispetto. 

È così che a diciotto anni Piera si ritrova ad essere la nuora del boss del paese, Vito Atria, e si trova presto a rendersi conto della sua nuova realtà. Don Vito Atria viene ammazzato. Da quel momento il marito entra nel vortice della vendetta, diventa violento con la moglie, tenta di uccidere il presunto assassino del padre, viene a sua volta ammazzato, proprio sotto gli occhi di Piera.

Da quel momento inizia per Piera una vita di domande, preoccupazioni e inquietudini che le impediscono di restare inerte a quanto è accaduto. Lei non può accettare questa commistione di violenza, questo destino di morte che sembra ormai il suo paese. Così decide di chiedere aiuto a tanti rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine che le consentono di andare avanti, che la proteggono dandole una nuova identità e residenza, mentre lei di fronte ai magistrati mette a verbale le sue testimonianze, tutte raccolte in un diario personale su cui scriveva da ben dieci anni. Una vita di grandi sacrifici, anche economici (Piera non può lavorare, deve vivere con quel poco che le passa lo Stato) e di insensati grovigli burocratici. Una vita in cui incontra anche persone come Paolo Borsellino, da lei chiamato lo “zio Paolo” da quando lo conobbe a Terrasini e rimase stupita dal suo accento siciliano e dai suoi modi di fare.

Piera è orgogliosa della sua scelta che le ha permesso di restare lontana da uomini che lei definisce “non d’onore ma di “merda”, è consapevole dei sacrifici sostenuti, ma anche della necessità di lottare affinché venga garantita dignità di cittadini attivi ai testimoni di giustizia. E’ consapevole anche dell’importanza di alcune persone entrate in contatto con lei in questo difficile percorso come Don Luigi Ciotti e l’avvocato Giuseppe Gandolfo, coordinatore dell’associazione antimafia e anti-racket “La verità vive, presente in Auditorium e attivo sostenitore delle battaglie e del desiderio di divulgazione della necessaria verità di Piera Aiello.

Riconoscendo che “non sempre le scuole operano con la serietà e i principi di questo Istituto e di questa presidenza” l’avvocato Gandolfo ha voluto raccontare le finalità dell’Associazione, che mai ha chiesto contributi pubblici, ed ha parlato della necessità, tuttora impellente, che la verità venga divulgata e difesa soprattutto rapportandosi ai giovani per far emergere in loro un sano senso di giustizia, lo stesso che ha animato la lotta di Piera Aiello.

Caldi e sinceri gli applausi dei presenti e soprattutto degli studenti che hanno voluto offrire numerosi spunti di riflessione e domande.

Tra gli interventi è da evidenziareinoltre la testimonianza di un ex allievo del Liceo, attuale Generale della Guardia Finanza, dott. Vincenzo Amendola, presente all’incontro, che ai ragazzi ha detto “Non è una questione di dove si nasce o si cresce, ma è una questione di scelte di vita. Non vi escludete mai, non vi esponete, ma imparate a vivere la comunità con onestà e normalità.”

Avvio progetto “P.I.R.I.A. di R.O.S.A.R.N.O.” – Attività iniziale “Chi trova un amico trova un tesoro”

Ha preso il via il progetto “Progettiamo Insieme la Rete per Investire sull’Avvenire”-Percorso di Innovazione e Ricerca Indirizzato all’Attivazione di una Rete Orientata allo Sviluppo Armonico dei Nostri Orizzonti.

La prima fase del percorso si rivolge agli studenti del nostro istituto con un contest dal titolo ““Perché consiglieresti il Piria di Rosarno ad un tuo amico? Indica le caratteristiche future della scuola dei tuoi sogni”. Per partecipare è necessario iscriversi al link 

http://bit.ly/TesoroPiriaDiRosarno

Tutti i dettagli dell’iniziativa si possono trovare nella circolare e nel testo di progetto qui di seguito allegati

timbro_protocollo_Chi_trova_un_amico_trova_un_tesoro_-_Circolare

Allegato 1 – Progetto Rete Piria di Rosarno